
In questa area troverete le risposte alle domande che più
frequentemente ci vengono poste.
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problema specifico,
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D - Per quali tipi di
acque sono proponibili i vostri apparecchi?
R - Principalmente per tutte quelle acque che risultano
inquinate da agenti chimici impiegati in lavorazioni
industriali. La nostra gamma comprende comunque anche
apparecchi per l’addolcimento dell’acqua in genere e la demineralizzazione ed anche un apparecchio per la
concentrazione dei mosti
vinicoli nel qual caso il concentrato sarà uno squisito
mosto destinato alla produzione di vini di alta qualità.
D - Qual è il settore produttivo per il quale fornite,
principalmente, i vostri apparecchi?
R - In realtà non si tratta di un solo settore ma di
qualsiasi attività industriale dove venga generata
dell’acqua inquinata e non scaricabile in fogna. Diciamo
comunque che da oltre 20 anni la maggior parte della
nostra clientela si colloca tra le imprese specializzate
nel trattamento delle superfici metalliche in genere e
nella lavorazione dei metalli.
D - Quali sono i mercati internazionali sui quali operate
con successo?
R - Tutti quelli dove esiste o comincia a farsi grave il
problema della disponibilità e delle risorse idriche e, in
parallelo, una marcata sensibilità alla protezione
dell’ambiente evitando rischi di inquinamento delle acque.
I Paesi dove, ad oggi, il marchio C&G è già largamente
conosciuto ed affermato sono: Francia, Belgio, Spagna,
Polonia, Slovenia, Turchia, Grecia, Indonesia, Malesia, e
Brasile dove siamo presenti con una Società del nostro
Gruppo.
D - Che cosa fa un
Evaporatore sottovuoto?
R - Semplicissimo:
toglie tutta l’acqua che vogliamo da un liquido ed
all’uscita dell’evaporatore avremo: da un lato lo
scarico di acqua evaporata (e quindi riutilizzabile) e
dall’altro un "concentrato". Il nostro Evaporatore
toglie l’acqua ad un costo di esercizio certamente tra i
più bassi che questa tecnologia permette
oggi.
D - Qual è il punto di
forza del vostro sistema di evaporazione sottovuoto?
R - In realtà vi sono diversi "punti di forza" che lo
rendono molto interessante. Il principale è il consumo
energetico estremamente ridotto, in rapporto ad altri
sistemi di evaporazione che vengono proposti. Noi
garantiamo, sugli apparecchi di taglia medio-alta, 150
Watt di consumo per ogni litro di acqua evaporata,
e…nessun altro consumo ricorrente.
D - Da quanto tempo
progettate evaporatori sottovuoto?
R - Dal 1979. Da una stima per difetto crediamo di aver
costruito, da allora, circa 600 apparecchi di questo tipo.
D - Perché un’attività
industriale dovrebbe trovare vantaggioso acquistare un
evaporatore sottovuoto?
R - Per la semplice ragione che, a condizione che
ovviamente il costo per lo smaltimento di acque di scarico
sia molto oneroso e le leggi anti-inquinamento vengano
applicate rigorosamente, i fatti ed i conti economici
dimostrano che
l’investimento viene ammortizzato in poco più di 1 anno!
Una ragione in più è senz’altro
il fatto che nelle attività di trattamento delle superfici
(cromatura, elettrodeposizione
e similari) i sali dei metalli preziosi presenti nei bagni
(oro, palladio, nickel) possono
essere recuperati, con importanti risparmi nei costi di
produzione.
D - Quali garanzie offrite contro il rischio di corrosione
in presenza di reflui
derivanti da lavorazioni che utilizzano cromo e nickel?
R - E’ uno dei problemi che i nostri tecnici dovettero
affrontare già nei primi anni della progettazione e
costruzione degli evaporatori. Dopo lunghe e costose
sperimentazioni trovammo il prodotto con il miglior
rapporto qualità/prezzo nel tipo SANICRO SN 28 prodotto
dalla SANDVIK. Possiamo quindi garantire che rispetto
all’acciaio inossidabile AISI 316, principale materiale di
costruzione degli evaporatori,
la resistenza è di almeno 3 volte superiore.
D - Abbiamo letto che
il principio di evaporazione che offrite permette di
ridurre enormemente il volume di un liquido inquinante che
normalmente viene prelevato dalle ditte specializzate
nello smaltimento. Potete darci un’indicazione reale di
quanto viene ridotto il volume?
R - Anche se prima di fornire questo dato preferiamo avere
degli elementi di valutazione precisi e possibilmente
effettuare una prova pratica di evaporazione del liquido
di scarico, usando la macchina che teniamo a disposizione
della clientela interessata, possiamo dire comunque che è
possibile arrivare a concentrare anche 20 volte. La media
ponderata è di 12-15 volte.
D - Siamo un’azienda di dimensioni medio-piccole
e troviamo molto interessante il poter applicare il vostro
principio di evaporazione alle acque di scarico della
nostra attività di stamperia; non possiamo però assegnare
neppure una sola persona alla gestione dell’apparecchio
perché i costi finali renderebbero l’operazione non più
conveniente. Qual è il livello di automazione di un
evaporatore?
R - Tutto il ciclo di lavoro di ogni evaporatore della
Serie V (caldaia verticale) viene gestito e controllato in
totale automatismo da un semplice PLC e relativo software
di programma. Questo rende inutile la presenza costante di
una persona. Ovviamente, come per una qualsiasi "macchina"
raccomandiamo un sopralluogo visivo diciamo ogni 6-7 ore.
Precisiamo però che anche in caso di inconvenienti non
esistono rischi perché i controlli di sicurezza dei quali
è dotato il sistema andranno ad arrestare l’apparecchio ed
attivare i relativi allarmi che chiederanno l’intervento
dell’operatore
D - La nostra azienda
non ha, tra il suo personale, dei tecnici in grado di
intervenire su macchine od apparecchi del genere del
vostro evaporatore. Nel caso decidessimo di mettere a
lavoro uno dei vostri Evaporatori, in caso di problemi a
chi dovremmo rivolgerci per assistenza?
R - A noi, ovviamente. O meglio, in funzione della
distanza geografica tra la vostra e la nostra attività
potrà intervenire il nostro personale oppure quello dei
nostri Distributori. In ogni caso precisiamo che
l’evaporatore non ha organi meccanici di movimento,
tranne le pompe, ne consegue che la necessità di avere
nelle vicinanze un Tecnico Meccanico non esiste. D’altra
parte, visto che il "cuore" del nostro sistema è
rappresentato da un normale circuito frigorifero (molto
simile a quello di un frigorifero domestico) consigliamo
di rivolgersi, in emergenza, appunto ad un Tecnico
Frigorista col quale potremo dialogare immediatamente.
D - E’ possibile,
usando il vostro Evaporatore Serie V, ottenere dei fanghi
di concentrato secco?
R - No, non con la Serie V. Possiamo invece proporre un
apparecchio della Serie ES
dove la caldaia è disposta orizzontalmente. In questo tipo
di apparecchio lo scambiatore di calore consiste in una
"camicia" in acciaio goffrato che ricopre la metà
inferiore della caldaia. Con questa soluzione il consumo
energetico sale notevolmente – fino a circa 250 Watt per
ogni litro di acqua evaporata – ma, per contro, è
possibile raggiungere livelli di concentrazione "spinta"
ed ottenere un concentrato quasi secco. Questo riduce
ulteriormente i costi di smaltimento rispetto al
concentrato liquido che esce dagli evaporatori Serie V ma,
proprio perché avremo un concentrato molto pastoso, e
quindi non pompabile, lo scarico deve essere effettuato a
mano, previa apertura del portello alla fine del ciclo
automatico di evaporazione. Anche per questa ragione
abbiamo identificato la capacità massima proponibile per
la Serie ES in 1000 litri di acqua evaporata sulle 24 ore.
Desideriamo far notare come in effetti, in qualsiasi
situazione dove i costi di smaltimento delle acque di
scarico siano veramente troppo onerosi ed il volume vada
ben oltre il limite dei 1000 litri/24 ore della Serie ES,
la soluzione ottimale che proponiamo è: installare un
evaporatore Serie V che riduca il volume del liquido da
smaltire a 1000 litri e quindi alimentare questi 1000
litri ad un evaporatore della Serie ES, raggiungendo così
il massimo della concentrazione possibile.
D - Nel caso degli
evaporatori Serie V qual è la capacità di evaporazione
minima e massima della vostra gamma?
R - L’evaporatore Serie V più piccolo, sempre della serie
Standard, è capace di evaporare fino a 250 litri di acqua,
sull’arco delle 24 ore. Il più grande raggiunge la
capacità di oltre 18.000 litri sempre sulle 24 ore. Nel
caso di necessità di un evaporare oltre 25.000 litri e
fino a circa 40.000 litri sulle 24 ore proponiamo una
variante tecnologica a condizione che sia disponibile una
fonte di energia alternativa a quella elettrica, poiché i
consumi non renderebbero più molto interessante la pompa
di calore. Possiamo infatti sfruttare calorie e frigorie
in surplus da impianti esistenti (acqua surriscaldata, gas
propano, gasolio).
Molto spesso però è preferibile scegliere la strada della
riduzione del volume delle acque, a monte
dell’evaporatore, impiegando apparecchi quali Scambio
Ionico, Osmosi Inversa, Ultrafiltrazione dai quali i
relativi eluati e permeati vengono convogliati verso
l’evaporatore.
D - Siamo in contatto con una ditta del settore galvanica
che ha installato un impianto a ciclo completo fornito da
C&G. Mi dicono che avete realizzato un sistema di
trattamento a "ciclo chiuso" che permette di ottenere la
situazione di "scarico 0".
Potete fornirci qualche informazione in merito?
R - Abbiamo realizzato diversi impianti con la tipologia
"scarico 0". In breve con questo tipo di impianto,
composto ovviamente di varie fasi, l’azienda non ha più
nessuna necessità di scaricare in fogna neppure una goccia
delle acque di scarico della sua attività industriale. Le
fognature servono esclusivamente per gli scarichi civili e
biologici in genere. Questo rappresenta una ulteriore
garanzia di tranquillità per l’azienda che non corre più
nessun tipo di rischio di inquinamento delle acque.
D - Ci risulta che
l’impiego del sistema di aspirazione per "depressione" che
comprende il principio del Tubo Venturi sia efficace ma
piuttosto rumoroso. Potete precisare il livello di
rumorosità?
R - Grazie a soluzioni tecniche particolari il sistema a
Tubo Venturi che noi impieghiamo è, comparativamente ad
altre applicazioni, molto silenzioso e la soglia è
largamente al disotto degli 82 dB.
D - Saremmo interessati a valutare l’installazione di un
evaporatore ma vorremmo avere conferma o meno della
possibilità di recupero materie prime provenienti dai
bagni esausti della nostra attività di galvanica.
R - Confermiamo senz’altro questa possibilità. Si tratta
in effetti di uno dei due vantaggi principali che offre
l’impiego di un evaporatore. Gli evaporatori vengono messi
in linea, per esempio, su acque di lavaggio da galvanica
che, una volta concentrate, possono essere re-immesse nel
ciclo di produzione. Il distillato viene riutilizzato come
acqua per effettuare
ancora lavaggi. Si recupera in questo caso: materia prima
+ acqua e si evita lo scarico (ottenendo quindi
la situazione ideale di scarico 0) e quindi il
disinquinamento da sostanze inquinanti. |
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